Argentina:

tra storia,cultura,legislazione,società sui temi LGBTI

Presentazione a Milano con Massimiliano Carta di MigraBO LGBTI

 

argentinalgbti

 

In Argentina l’omosessualità è stata depenalizzata nel 1886: una data abbastanza remota per vedere rimuovere un assurdo reato dal proprio codice penale un Paese, quale l’Argentina, che nel corso della sua lunga storia ha alternato periodi di democrazia con periodi di repressione dittatoriale sanguinaria, da ultimo quella diretta da Videla. In Argentina il matrimonio egualitario esiste tramite legge dal Luglio 2010: ci sono stati, nei corsi degli anni precedenti, delle autorità locali, Buenos Aires e la Provincia di Rio Negro nel 2003, la città di Villa Carloz Paz nel 2007, che hanno introdotto le unioni civili, ma nel 2010 il Parlamento argentino ha approvato l’estensione dell’istituto del matrimonio, comprendendo anche le adozioni, alle coppie formate da persone dello stesso genere. In Argentina è stata approvata, subito dopo la legge sul matrimonio egualitario, una normativa che prevede il diritto della persona di poter dichiarare con autocertificazione il cambio di genere senza necessità di un orocesso di medicalizzazione e sanitario: secondo questa norma la persona può essere riconosciuta nella piena e completa affermazione della propria identità di genere.

Attraverseremo nell’incontro di Sabato 22 Ottobre alle ore 17 presso la sede Guado di Via Soperga 36 in presenza di Edoardo Balletta
Ricercatore di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna, e di Massimiliano Carta , membro fondatore dell’associazione che si occupa di processi migratori omo, bi, transessuali MigraBo LGBTI Bologna e cultore della letteratura LgbtiArgentina, il lungo percorso storico, dal punto di vista sociale, legislativo e culturale, che ha interessato l’Argentina, secondo Paese dell’America Latina che come Circolo Culturale Tbgl Harvey Milk abbiamo deciso di approfondire, in un contesto macro regionale che presenta interessanti evoluzioni nel rapporto tra culture e legislazioni dei singoli stati e i temi Lgbt.

La letteratura argentina ha sempre focalizzato autori che hanno narrato di omosessualità negli ultimi due secoli e che hanno potuto, così, raccontare storie ed esistenze di persone appartenenti a una comunità che fa parte integrante di una società: Adrian Melo è autore di El amor de los muchachos. Homosexualidad y literatura (Ediciones Lea, 2005) ed Esteban Echeverria, autore di El matadero, 1838, storia di un patriota che viene soggetto alle angherie e ai soprusi dei brutali matarifes neri e mulatti, ucciso dopo torture e minacce fisiche, siamo nel periodo della dittatura di Rosas, un esempio di narrazione con forti connotazioni “erotiche, sadomasochiste e vampiriche”. “Sesso, politica, disprezzo e tragedia” sono i soggetti che intessono le pagine letterarie argentine, ricordando altri romanzi, come
En la sangre di Eugenio Cambaceres (1887), in cui si narra la storia di un giovane immigrato italiano di rara bruttezza e che gioca a uomini e donne con i ragazzi di strada, mentre connotazioni antisemite si registrano in La bolsa di Julian Martel, 1891, in cui gli immigrati e gli ebrei vengono raffigurati come “manierati ed effeminati”. Cambiano i toni letterari nella bibliografia del Secolo XX, ricordando La brasa en la mano (1983), del celeberrimo poeta Oscar Villordo, morto di AIDS nel 1994, primo di due romanzi dal sapore autobiografico, raccontando l’infanzia e la giovinezza di un omosessuale nella Buenos Aires degli anni 50 e degli anni 60: un esempio di racconto reale di momenti esistenziali di alta intensità letteraria, lui autore riconosciuto patrimonio nazionale, tanto da vedere una Biblioteca Lgbt riprendere il suo nome.

Testo di Alessandro Rizzo

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